La festa della patrona del paese si svolge i giorni in cui morì martire, ovvero il 13 maggio. La festa venne prorogata al 14 per contemplare anche le sante Giustina e Enedina. I preparativi della festa cominciano diverse settimane prima: le donne sono addette al taglio, alla raccolta e alla lavorazione delle palmette che il pomeriggio del 13 maggio sono da portare in ogni singola casa del paese; mentre è uso che gli uomini vadano ancora oggi alle pendici del Monte Arci a tagliare la legna che dovrà poi essere impiegata per allestire vari carri – in passato trainati da buoi e asini, oggi sostituiti da moderne macchine agricole – e per accendere a sera il grande falò in onore della santa. Ma prima di ciò, la mattina si comincia con la processione più lunga dell’anno, che passa tutto il paese recitando il Rosario in lingua sarda. Ballus Tundus, canti, gare di poesia, musica folkloristica, affiancati da numerose bancarelle nelle quali è possibile mangiare dell’ottimo cibo locale e giostre per adulti e bambini, continuano il resto della serata nel grande piazzale retrostante il Comune. Fino agli anni ’60 la festa si svolgeva ai piedi della Basilica di Santa Giusta, poi venne trasferita nell’attuale sede. Termina la serata uno spettacolo pirotecnico che illumina il cielo sopra la laguna. Il giorno dopo solitamente è presente qualche gruppo musicale sardo o, come negli ultimi tempi, anche cover band di artisti famosi.
Ogni anno la festa principale del paese registra più di 6.000 presenze.