Is Fassõis, o Fassonis, plurale di su Fassõi, altrimenti detto Fassone, è il nome dato a un’antica imbarcazione che in passato veniva costruita dai pescatori con giunchi lacustri o palustri (su fenu in sardo), che venivano legati in fascioni. Tale imbarcazione, risalente, presumibilmente, all’epoca nuragica (1700-700 a.e.v.), poi impiegata per la pesca da Fenici, Romani, e pescatori locali fino agli anni ’50 del secolo scorso, presenta una forma particolare con la poppa tronca e la prua rialzata. Non esisteva nessun timone, nessun remo sennonché un bastone o pertica (su cantoi o cantoni), lunga circa 3m e composta da 3 grosse canne, con la quale il pescatore andava a toccare il fondo dello stagno per potersi dare la spinta e, con abile maestria, puntare la direzione da seguire. Tali imbarcazioni nel corso della storia hanno, chiaramente, subìto delle variazioni estetiche fino ad arrivare alle presenti, lunghe 4m, larghe 90cm, una “carena” di 30cm e sponde alte 25cm, con le quali si possono impiegare delle comuni pagaie per potersi muovere sull’acqua con più facilità; ma, certamente, non il giorno della regata.
Ancora oggi, grazie alla conservazione della memoria del passato, durante i giorni dell’omonima regata che si svolge sullo Stagno di Santa Giusta, nei pressi dell’area archeologica del ponte romano, si possono ammirare i regatanti (is fassoneris) che competono in un percorso segnato da robusti pali di legno saldamente impiantati nel fondo dello stagno e delimitato da comuni boe di piccole dimensioni, fino a giungere al traguardo.
Dopo la regata e la premiazione del vincitore si passa a un buon pranzo ittico che presenta ogni bontà tipica della zona del Golfo di Oristano: dai muggini di Cabras e la celeberrima bottarga che ne viene ricavata dagli stessi, alle anguille d’acqua dolce, polpo arrosto, o un arrosto misto di mare, fritture di calamari e totani, insalata di polpo e via dicendo. Il tutto accompagnato da ottimo vino di produzione locale, prevalentemente paesano.
Tale tradizione viene svolta sin dal 1978 la prima domenica di agosto, e ogni anno accoglie migliaia di persone locali e turisti. Nel 2001 la fortunata presenza dell’Ambasciatrice peruviana Marcela Lopez Bravo ha fatto venire alla luce quanto già enumeravano diversi studi, circa la presenza di simili imbarcazioni in Egitto, Golfo Persico e nell’America Latina, precisamente in Perù nei paesi di Huanchaco e Puno. In questi ultimi due ancora oggi questo genere di imbarcazione, lì denominate caballitos de tortora – dalla stessa erba palustre – viene ancora impiegato per navigare fiumi pescare. Dalla predisposizione alla collaborazione fra il Comune di Santa Giusta e l’Ambasciatrice rappresentante i due paesi di Huanchaco e Puno, lo stesso anno, nacque il gemellaggio culturale, oggi testimoniato da un cartello posto all’ingresso del paese nella strada che collega Oristano-Santa Giusta.























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