La Basilica di Santa Giusta
Origine e architettura L’attuale Basilica, costruita prevalentemente in pietra arenaria del Sinis, venne eretta fra 1135 e 1145 e per tutto il Basso Medio Evo, dal 1119 fino al 1503, fu sede diocesana e il paese parte del Giudicato di Arborea, nella Curatoria di Simaxis. Purtroppo non si conosce chi sia stato l’architetto o il fondatore originario, si ipotizza però che fosse stata probabilmente finanziata dai Giudici sardi, solitamente coloro che contribuivano alla costruzione di imponenti edifici dedicati al culto sacro. Tuttavia, oggi è uno degli esempi d’arte romanica più importanti della Sardegna, una delle più rappresentative di questo stile. All’interno si compone di tre navate, di cui quella centrale ben più alta di quelle laterali, e sono delimitate da 14 imponenti colonne monolitiche: 11 in marmo vario e 3 in granito, con 8 capitelli corinzi, 1 calcareo, 3 compositi e 2 ionici marmorei; sicuramente la provenienza delle colonne è da attribuire alla città fenicia di Tharros. Le due cappelle laterali, del Rosario e dello Spirito Santo, non sono autentiche, difatti, vennero costruite nel XVII sec. e.v. probabilmente finanziate da Domenico Casula e Chiara Deidda, dei quali si trovano le tombe. L’abside e l’altare, o il presbiterio, fino al 1847 presentavano un muro che li divideva dal resto della chiesa. Venne abbattuto assieme all’altare ligneo e ciò che comprendeva in quello stesso anno, per volere dell’Arcivescovo Saba per dare vita a una balaustrata marmorea. Proprio sotto il presbiterio, di dimensioni uguali, si trova la cripta nella quale venne inizialmente sepolta la santa, seguita successivamente dalle ancelle di famiglia. Qui, troviamo 4 piccole navate con volta a crociera sostenute da 6 piccole colonne marmoree. La stanza oggi contiene le reliquie delle tre sante. Questo sotterraneo, come testimoniato da numerose terrecotte rinvenute verso la fine dello scorso millennio nel sagrato della cattedrale, è quasi sicuramente stato la prima chiesa. Si pensa pertanto che ci potesse essere stato nel IV-III sec. a.e.v. un Tempio in onore di Demetra, Dea del grano, e di sua figlia Kore. L’attuale campanile venne ultimato nel 1908 su progetto di Dionigi Scanu. Il tetto della chiesa è stato completamente rifatto a seguito di alcune ristrutturazioni avvenute nell’ultimo ventennio del secolo presente. Targa della piazza Basilica di Santa Giusta (Fronte) Basilica di Santa Giusta (Retro) Particolare capitello del portone Modello della Pianta della Chiesa Navata centrale e laterali Particolare capitello I Particolare capitello II Particolare capitello III Particolare capitello IV Altare Entrata della Cripta Santa Giusta, Giustina e Enedina Reliquie delle Sante Altare della Cripta Particolare capitello V Particolare capitello VI Particolare capitello VII Particolare capitello VIII Particolare capitello IX Particolare capitello X Uscita della Cripta © Tutti i diritti riservati. Nessuna parte della presente pubblicazione può essere riprodotta, archiviata o trasmessa sotto qualsiasi forma o mezzo elettronico, meccanico, fotocopie, registrazioni o altro senza previa autorizzazione dell’autore.
