Storia di Santa Giusta

La leggenda narra che… Secondo Antioco Martis, Canonico del XVI-XVII sec. e.v., basandosi su una cronaca storica di del IV sec. e.v.  Giusta nacque ai tempi dell’Imperatore Adriano (117-138 e.v. ca.) a Æden (nome tradizionale per Othoca), cittadella sita sulla sponda orientale dell’attuale Stagno di Santa Giusta, da una famiglia aristocratica. A soli 12 anni d’età si convertì al Cristianesimo e venne istruita da Octaten (Ottazio), Vescovo della cittadella. La madre, Cleodonia, pagana convinta, la fece rinchiudere nella prigione sottostante la loro dimora e le inflisse tremende torture. A Giusta accaddero singolari miracoli, che convinsero la madre a liberarla. Alcune fonti narrano che poco dopo la sua liberazione la madre morì, e le sue due ancelle – Giustina e Enedina – vennero a sapere della conversione di Giusta e vollero seguirla come esempio. Un uomo nobile di Æden di nome Claudius (Claudio) infatuatosi di Giusta le chiese la mano, ma ella rifiutò poiché umilmente devota a Dio. Egli cercò di averla in ogni modo, persino ricorrendo ai poteri di un mago chiamato Cebrianus (Cebriano). Giusta avvertì strane sensazioni e invocò l’aiuto divino, al che la terra tremò violentemente e una mole d’acqua immane sommerse la cittadella, lasciando morti il nobile, il mago e tutti gli altri idolatri pagani. Altre narrano che Claudius tentò di fare rapire Giusta, ma i rapitori furono sviati da una densa nebbia mattutina di maggio – che a volte si dice che si ripresenti ancora – pertanto, Claudius si rivolse allo stregone. Al che la madre di Giusta – secondo questa fonte ancora viva in questo momento – non potendone più di questa situazione, rinchiuse nuovamente la figlia nelle carceri sotto la loro casa. Era il 13 maggio e Giusta, mentre recitava disperatamente le preghiere implorando a Dio di farla morire, le sue parole vennero ascoltate. Il giorno dopo, il suo corpo venne sepolto nelle carceri sottostanti l’abitazione di famiglia. A breve distanza dalla morte di Giusta morirono anche Giustina e Enedina, e vennero interrate accanto al corpo della prima. Il giorno in cui viene tributato il culto della santa è il 14 maggio, esteso al 15 anche per le sante Giustina e Enedina. In Sardegna il culto per Santa Giusta è attestato in diversi paesi: Calangianus, Chiaramonti, Gesico, Loiri, Porto San Paolo e Uta. Alla Santa sono dedicate in tutta la Sardegna ben 11 chiese, fra le quali la più importante – per via del culto e architettonicamente parlando – è Santa Giusta. Si ha testimonianza del fatto che, durante le invasioni saracene, i resti della santa furono portati nella Chiesa di Santa Restituta di Cagliari. E secondo un documento d’inizio millennio, le reliquie della santa sono tornate alla propria basilica originaria il 2 maggio 2004, e sono oggi esposte nella cripta. © Tutti i diritti riservati. Nessuna parte della presente pubblicazione può essere riprodotta, archiviata o trasmessa sotto qualsiasi forma o mezzo elettronico, meccanico, fotocopie, registrazioni o altro senza previa autorizzazione dell’autore.