Frégula cun buttàriga
Altra pietra miliare della cucina sarda, che, seppure non si addica a tutti i palati, ha avuto un successo strabiliante nel corso del tempo. La pasta con la bottarga è sicuramente uno dei piatti della cucina sarda con minori ingredienti e maggiore sapore in assoluto. Questa specialità, così come gran parte delle cose presenti in Sardegna, pare avere origine fenicia, tuttavia il suo nome deriva dalla parola araba بطارخ (baṭāriḫ) che indica per l’appunto uova di pesce salate. In passato la bottarga non veniva utilizzata allo stesso modo in cui la utilizziamo oggi, difatti, soprattutto in Sardegna e Sicilia, nasce come antipasto e si consumava così come ancora oggi si consuma la salsiccia. L’andare del tempo e i miliardi di combinazioni culinarie che nascono dalla mente di esperti cuochi e non hanno dato vita anche alla pasta con la bottarga. Ed ecco che oltre che essere già di per sé, come da tradizione, un puro e semplice antipasto tagliato a fette e accompagnato da pane carasau, olio e sedano tagliato a scaglie, è nato l’abbinamento con la pasta, che ha una preparazione davvero basilare. Tuttavia, ci sono delle distinzioni importanti soprattutto a livello di sapidità, esite bottarga e bottarga, eh sì! mica esiste di un pesce soltanto! La bottarga del mediterraneo è principalmente ottenuta da due pesci arcinoti: il Mugil Cephalus (il comune cefalo, altrimenti detto muggine) e il Thunnus (ossia il tonno). Quella del primo presenta un colore ambrato, pesa solitamente fra i 300-400g e, come dicevo poco sopra riguardo alla sapidità, è decisamente meno salata del tonno; quella del tonno, invece, oltre che divergere nel peso, poiché ogni baffa pesa all’incirca 1kg, diverge anche nel colore, che oscilla tra un rosa chiaro-scuro ed è di gran lunga più sapida di quella di muggine. Solitamente si trova in commercio sia la bottarga a baffe che grattugiata in vasetti. Tradizionalmente, la pasta che si usa per questa ricetta è la fregola (in sardo frégula) che somiglia a dei piccoli sassolini. Ma quella che si usa per eccellenza sono gli spaghetti, e a mio parere nessun’altro tipo può eguagliarla, né corta né lunga! Passiamo alla ricetta! Ingredienti: Q.b. Acqua Q.b. Olio EVO Aglio Q.b. Bottarga di muggine grattugiata Il procedimento per la preparazione di questa ricetta è davvero, davvero semplice: innanzitutto, come di consueto si mette a bollire una pentola d’acqua e si porta a ebollizione. Nel frattempo, se si ha la bottarga in baffa la si deve grattugiare il tanto che basta in base a quanta se ne vuole nel piatto. Personalmente, dato che il piatto si può dire che sia povero, consiglio di grattugiare la baffa intera. Altrimenti, in commercio trovate anche i vasetti con la bottarga già grattugiata di cui dicevo prima, anche qui una volta che appurate che il sapore fa per voi, e a quel punto non ci sarà bisogno che ve lo dica io, abbondate!!! Ma, prima di abbuffarvi, prendete una padella capiente, riempite il fondo d’olio EVO e impostate la fiamma bassa. Appena caldo versate 3 cucchiaini di bottarga grattugiata e mescolatela nell’olio frequentemente così da non farla bruciare né attaccare al fondo. Lasciate cuocere per un paio di minuti. Dopodiché levate la padella dal fuoco e se giunta a ebollizione l’acqua versate gli spaghetti e attendetene la cottura. Una volta cotti trasferiteli con un mestolo dentato nella padella che rimetterete a fiamma bassissima sul fuoco, il tanto che basta per riscaldare l’olio e la bottarga che nel frattempo avranno creato un piccolo composto extra-saporito. Terminato il procedimento versate nei piatti e abbuffatevi come non mai! N.B. trattandosi di una ricetta a base di pesce è super consigliato un ottimo vino bianco, possibilmente un Vermentino della zona del Sinis, che accompagna divinamente il piatto; in alternativa, potreste accompagnare il piatto con un rosé. A vostra scelta e discrezione! Ti è mai venuto in mente di provare la pizza con bottarga e carciofi?